

![]() |
R.F.Outcault : Yellow kid Primo Fumetto (1896) |


Nella fantascienza fu Flash Gordon il protagonista, creato nel 1934 dalla penna di Alex Raymond e tradotto nel 1938 anche da noi.
Le vignette entrarono in una società che era fortemente divisa fra campagna e città, con indici elevati di analfabetismo, contribuendo a unire in un lessico comune quanto nella scuola ufficiale si cercava di fare con il libro "Cuore", di Edmondo De Amicis,testo sacro dell'Italia post unitaria, superato dai nuovi eroi e soggetti.
Il più celebre autore fu Walt Disney che nel 1937 produsse un primo celebre film di animazione a colori "Biancaneve e i sette Nani" , tratto da una fiaba di Andersen, e che divenne il creatore di innumerevoli personaggi rimasti nella storia della letteratura per ragazzi del Novecento fra cui l'intramontabile Mickey Mouse.
Pubblicazioni di fantasia uscirono con cadenza settimanale e fecero da sfondo a un genere nuovo descritto anche in film come in "Sogni proibiti" del 1947. Interpretato dall'attore Danny Kaye, la trama vede mescolarsi le vicende di uno scrittore tra la realtà quotidiana e quanto avviene nei suoi sogni. In pochi decenni si era creato un nuovo pubblico di lettori, di spettatori e di industria dedicata ai ragazzi.

Il "Corrierino" ebbe quindi un ruolo speciale in questo processo e nel quale diversi autori diedero vita a molti personaggi, da Pier Lambicchi a Maccarietto, anche superando guerre, anni difficili di ricostruzione e sistemi politici diversi. Confrontandosi infine con nuove generazioni che stavano cambiando rapidamente stili e gusti. Giunsero in edicola i
"tascabili", con "Topolino" in testa e poi le avventure dell'Intrepido, di "Tiramolla", del "Monello", di "Nembo Kid", di Tex" e di tante pubblicazioni che conobbero una larga diffusione. Nell'editoria per adulti si aggiunsero i "fotoromanzi" , come Grand Hotel, che univano nel "fumetto" immagini di attori reali, con storie generalmente sentimentali gradite ai gusti di un pubblico femminile e di vasti strati sociali in formazione negli anni del dopoguerra .


Jacovitti che, con il suo "Cocco Bill", i salami, le lische di pesce e le ironie di costume, divennero un vero e proprio cult generazionale. Poi i format televisivi, l'informatica, il cinema con gli effetti speciali, hanno cambiato ancora gli interessi dei piccoli e dei grandi. Ma il "Signor Bonaventura" aveva da tempo già salutato, con discrezione i suoi lettori ormai anziani. Come Sergio Tofano che se n'era andato ed aveva chiuso la porta lasciando una parte di sé alla Cultura del Novecento. Alla nostra Cultura nazionale e alla visione del mondo, che lo vide spesso più avanti del suo tempo. Nel 2007 un francobollo ne ha commemorato il 90° dalla creazione. Nella storia recente del design questo settore è sottovalutato ritenendo, a torto, che con il design industriale dei prodotti, le invenzioni e le storie dei fumetti c'entrino poco. Ma quanta fantasia latente hanno seminato quei racconti e quei disegni, nelle menti dei piccoli, germinando poi nell'itinerario scolastico e in età adulta.

sono fondamentali per lo sviluppo creativo e della personalità . Quindi forse proprio al "Signor Bonaventura", a "Cocco Bill", a "Braccio di Ferro", a Mickey Mouse di Walt Disney, a Gordon Flash e ad altri eroi di cartapesta, molti ragazzi debbono qualcosa... Non solo in fantasia ma in positività e creatività, poi elaborata in altre forme e modi.
Cosa avrebbe inventato per lui, il suo Autore, in questa nostra epoca? Al perfido "Barbariccia", invidioso e collerico, il signor Bonaventura, opponeva la calma della ragione e la forza della verità, che in pochi quadri colorati descritti con parole eleganti, lo vedevano sempre vincente ed ottimista. Una positività che spesso manca ai giorni nostri. Bonaventura è ancora presente oltre le storie del suo Autore. E Tofano, il Signor Sto, pare sorridere davanti ai nostri perché.
![]() |
Benito Jacovitti: Cocco Bill![]() ![]() |
Nessun commento:
Posta un commento