IL TEMPO E LA MEMORIA. di Gianfranco Vecchiato
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| Loris Capovilla (1915/2016) sul tetto della Basilica di S.Marco a Venezia. Anno 1956 |
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| Papa Giovanni XXIII° e Loris Capovilla 1962 |
La vita di "don Loris" fu segnata da diversi avvenimenti tristi e lieti, privati e pubblici che lo videro protagonista e ne fecero persona nota a livello internazionale, anche al di fuori degli ambienti religiosi e cattolici. Al punto di ricevere in tarda età una Laura ad Honorem per la divulgazione degli scritti giovannei e i contatti fra mondo cattolico e ortodosso, dalla Università di S.Pietroburgo ed altri attestati per aver favorito il superamento delle divisioni fra cattolici ed ebrei. Si possono indicare alcuni fatti che hanno coinvolto Capovilla facendone un riferimento di dialogo e testimone non solo religioso. Il primo riguarda il suo ruolo dopo che fu indetto il Concilio Ecumenico da parte di Angelo Roncalli che lo volle come segno di rinnovamento per la Chiesa e nei rapporti fra credenti e non, fra società laiche e cristiane, tra uomini di fedi diverse, autenticamente in ricerca ed in ascolto sui grandi interrogativi che attraversano tutti gli uomini dinanzi alla Vita, all'Universo, alla Morte, al senso dell'esistenza. Il Concilio fu un avvenimento di enorme portata non solo per i credenti perchè indicò la strada per un rinnovamento fecondo della Chiesa, ma incise sui costumi, sulle convinzioni e sui rapporti tra politica e società. non sui dogmi di fede ma sui modi di interpretarli. E questo è ciò che alcuni settori tradizionalisti hanno fin dall'inizio di tale processo, aspramente contestato fino a provocare uno scisma che si è consumato ai nostri giorni dopo la consacrazione di 4 Vescovi non approvata dalla Santa Sede e da Papa Leone XIV° da parte dei cosiddetti Lefebriani che si ispirano alla tradizionale dottrina di Pio X° ed alle norme uscite dal Concilio di Trento nel 1563. Essi non approvano le aperture della Chiesa al dialogo con altre fedi, tantomeno con musulmani ed ebrei. Considerano le conseguenze del Concilio come origine della progressiva laicizzazione della società e lo svuotamento di chiese e seminari. Ma i modi e le forme con cui tenere i rapporti con visioni sociali e politiche diverse e sulle risposte da dare ai bisogni sociali dei settori più poveri presenti in ogni Stato del mondo, sono state alla base del rinnovamento ecclesiastico. Ricordava in un celebre discorso tenuto a Venezia nel 1968 Capovilla: " Ricordate lo Sputnik, il piccolo satellite che girava nel Cosmo dal 1957, quando Roncalli divenne Papa, e i tumultuosi progressi della scienza e della tecnica in quel periodo, mentre noi, la Chiesa eravamo fermi. Papa Giovanni volle rimettere in moto in modo più attuale la parola di Cristo"
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| "Don Loris" sul campanile di S.Marco 1956 |
Per i cattolici non ci sono barriere e differenze che non possano essere affrontate e quantomeno superate attraverso il dialogo e la comprensione reciproca. Su questo terreno a partire dagli anni '60 si aprirono e a volte spalancarono le porte un tempo chiuse dell'ascolto, anche del conflitto sofferto ma utile ad una reciproca consapevolezza che occorreva superare chiusure, anatemi, scomuniche, giudizi morali affrettati, in ciò aiutati dalla conoscenza della psicologia, della sociologia, delle scoperte scientifiche in ogni campo. I tempi delle imposte abiure a Galileo sulle realtà del Cosmo, i tanti roghi della Inquisizione come avvenne per Giordano Bruno che immaginava un Universo popolato da innumerevoli forme di vita. I rapporti con le altre religioni, in primis con i cristiani Ortodossi e poi con i Luterani, i Calvinisti, gli Anglicani, ma anche con gli Ebrei, i Musulmani, gli Induisti, i Confuciani, i Buddisti, etc. La religione in altri termini, concepita come un grande libro aperto, incline alla Giustizia, al Bene Comune, alla non violenza, all'aiuto vicendevole, alla Misericordia.
Si tratta di temi di grande complessità che nei secoli ed ancora oggi, sono stati divisivi e fonte di scontri irriducibili. E infine un terzo argomento, attuale e difficile: i rapporti con le nuove migrazioni e con i cambiamenti di costume, di regole di vita, di convivenza, di istruzione e integrazione che questi enormi fenomeni producono in ogni società e che sono al centro dei temi sulla sicurezza, sulle politiche di sviluppo, sulla difesa delle identità, sui problemi determinati dalla multiculturalità, sia nelle grandi aree urbane e soprattutto nei piccoli centri. Il Tempo impone le sue regole alla Natura. E' un motore della storia che si serve della Memoria per presidiarne il significato nel divenire delle generazioni, per ispirare saggezza e pazienza nel giudicare il presente. Gli anni di Loris Capovilla quelli più lontani, che visse a Venezia dal 1929 al 1958, prima di spostarsi a Roma e poi a Chieti, a Loreto, a Bergamo, erano quelli di una città sull'acqua che amò assorbendone la lingua, il modo di dialogare, il piacere dell'incontro fra le calli e i campielli. Quella Venezia che ebbe 137 chiese, monasteri, conventi, ricca di umanità semplice e profonda. Qui le opere d'arte e gli scrigni di tesori ispirati dalla fede, tramandati da generazioni, si mescolavano tra il tempo e la memoria con le gesta di antichi predecessori. Oggi molto è da tempo cambiato, sia per la decrescita degli abitanti che per un turismo che ne sta prosciugando la linfa vitale ed autentica. Tuttavia la Sala Capitolare di San Rocco, denominata anche la "Cappella Sistina Veneziana" e che ospita i magnifici dipinti del Tintoretto, resta testimone di una visione del futuro che affonda le sue radici nel passato d'arte glorioso della città. In questo connubio ho trovato alcune risposte, invano cercate altrove, di come la Fede che si pone dinanzi a temi complessi od a semplici problemi quotidiani, sia aiutata ad entrare in dimensioni diverse per mezzo dell'Arte.
Il dilemma se sarà la bellezza che salverà il mondo come sosteneva Dostoevskij o se tutto sia Illusione come pensava Schopenauer, non trova risposte definitive. Il ricordo della vita di Loris Capovilla, Uomo di Fede, ha portato diversi relatori a riflettere sulla loro intima convinzione e sui loro dubbi. Incessanti come i secoli che verranno.
Il testamento di "don Loris" come di altri che hanno mantenuto la fede in un Dio invisibile agli occhi ma presente in noi stessi, è fatto di cose semplici ispirate alle ultime parole di Cristo: "Amatevi l'un l'altro come Io ho amato Voi". Cari amici e fratelli Ucraini e Russi, Ebrei e Musulmani, in ogni tempo e in ogni luogo, possiamo ricordarci che viviamo tutti in questo piccolo pianeta, un granello nell'Universo, che ispirò meraviglia ed amore ai primi astronauti che lo videro dallo spazio. Forse in futuro la fisica ci farà scoprire nuove dimensioni e capiremo che ciò che non vediamo è probabilmente la parte più importante che spiega il mistero della vita.
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| Scuola Grande di S.Rocco Venezia |
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| Sala Capitolare di S.Rocco Venezia |
Si tratta di temi di grande complessità che nei secoli ed ancora oggi, sono stati divisivi e fonte di scontri irriducibili. E infine un terzo argomento, attuale e difficile: i rapporti con le nuove migrazioni e con i cambiamenti di costume, di regole di vita, di convivenza, di istruzione e integrazione che questi enormi fenomeni producono in ogni società e che sono al centro dei temi sulla sicurezza, sulle politiche di sviluppo, sulla difesa delle identità, sui problemi determinati dalla multiculturalità, sia nelle grandi aree urbane e soprattutto nei piccoli centri. Il Tempo impone le sue regole alla Natura. E' un motore della storia che si serve della Memoria per presidiarne il significato nel divenire delle generazioni, per ispirare saggezza e pazienza nel giudicare il presente. Gli anni di Loris Capovilla quelli più lontani, che visse a Venezia dal 1929 al 1958, prima di spostarsi a Roma e poi a Chieti, a Loreto, a Bergamo, erano quelli di una città sull'acqua che amò assorbendone la lingua, il modo di dialogare, il piacere dell'incontro fra le calli e i campielli. Quella Venezia che ebbe 137 chiese, monasteri, conventi, ricca di umanità semplice e profonda. Qui le opere d'arte e gli scrigni di tesori ispirati dalla fede, tramandati da generazioni, si mescolavano tra il tempo e la memoria con le gesta di antichi predecessori. Oggi molto è da tempo cambiato, sia per la decrescita degli abitanti che per un turismo che ne sta prosciugando la linfa vitale ed autentica. Tuttavia la Sala Capitolare di San Rocco, denominata anche la "Cappella Sistina Veneziana" e che ospita i magnifici dipinti del Tintoretto, resta testimone di una visione del futuro che affonda le sue radici nel passato d'arte glorioso della città. In questo connubio ho trovato alcune risposte, invano cercate altrove, di come la Fede che si pone dinanzi a temi complessi od a semplici problemi quotidiani, sia aiutata ad entrare in dimensioni diverse per mezzo dell'Arte.
Il dilemma se sarà la bellezza che salverà il mondo come sosteneva Dostoevskij o se tutto sia Illusione come pensava Schopenauer, non trova risposte definitive. Il ricordo della vita di Loris Capovilla, Uomo di Fede, ha portato diversi relatori a riflettere sulla loro intima convinzione e sui loro dubbi. Incessanti come i secoli che verranno.
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| La Terra vista dallo spazio |
Il testamento di "don Loris" come di altri che hanno mantenuto la fede in un Dio invisibile agli occhi ma presente in noi stessi, è fatto di cose semplici ispirate alle ultime parole di Cristo: "Amatevi l'un l'altro come Io ho amato Voi". Cari amici e fratelli Ucraini e Russi, Ebrei e Musulmani, in ogni tempo e in ogni luogo, possiamo ricordarci che viviamo tutti in questo piccolo pianeta, un granello nell'Universo, che ispirò meraviglia ed amore ai primi astronauti che lo videro dallo spazio. Forse in futuro la fisica ci farà scoprire nuove dimensioni e capiremo che ciò che non vediamo è probabilmente la parte più importante che spiega il mistero della vita.





























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