IL TEMPO E LA MEMORIA. di Gianfranco Vecchiato
Il 23 maggio scorso nella Sala Capitolare della Scuola Grande della Arciconfraternita di San Rocco, a Venezia, si è tenuto un convegno dal titolo "Il Tempo e la Memoria" per ricordare a dieci anni dalla morte il Cardinale Loris Capovilla, che dopo una lunga e operosa esistenza, morì all'età di oltre 100 anni a Bergamo. Venezia lo ha ricordato perchè questo sacerdote cattolico fece non solo i suoi studi di seminario in questa città ma divenne poi segretario dal 1953 al 1958 del Patriarca di Venezia Angelo Giuseppe Roncalli e dalla fine di ottobre del 1958 sino al 3 giugno 1963 segretario particolare dello stesso Roncalli eletto Papa con il nome di Giovanni XXIII°. Personalità quelle di Papa Giovanni e di Loris Capovilla che nelle diversità di caratteri, si completavano a vicenda. E questo per affermazione dello stesso Papa Giovanni in una lettera ai familiari.
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| Papa Giovanni XXIII° e Loris Capovilla 1962 |
Ma la vita di "don Loris" fu segnata da avvenimenti privati e pubblici che in qualche modo lo videro protagonista e ne fecero persona nota a livello internazionale, anche al di fuori degli ambienti religiosi e cattolici. Basterà citare tre fatti. Il primo riguarda la indizione del Concilio Ecumenico da parte di Roncalli che lo volle come segno di rinnovamento per la Chiesa e per i rapporti fra credenti e non, fra società laiche e cristiane, tra uomini di fedi diverse, autenticamente in ricerca ed in ascolto sui grandi interrogativi che attraversano tutti gli uomini dinanzi alla Vita, all'Universo, alla Morte, al senso dell'esistenza. Un secondo fatto riguardò i modi e le forme con cui tenere i rapporti tra persone distanti dalla Fede, e con visioni sociali e politiche diverse sulle risposte da dare ai bisogni sociali dei settori più poveri presenti in ogni Stato del mondo.
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| "Don Loris" sul campanile di S.Marco 1956 |
Per i cattolici non ci sono barriere e differenze che non possano essere affrontate e quantomeno superate attraverso il dialogo e la comprensione reciproca. Su questo terreno a partire dagli anni '60 si aprirono e a volte spalancarono le porte un tempo chiuse dell'ascolto, anche del conflitto sofferto ma utile ad una reciproca consapevolezza che occorreva superare chiusure, anatemi, scomuniche, giudizi morali affrettati, in ciò aiutati dalla conoscenza della psicologia, della sociologia, delle scoperte scientifiche in ogni campo. I tempi delle imposte abiure a Galileo sulle realtà del Cosmo, i roghi della Inquisizione come avvenne per Giordano Bruno che immaginava un Universo popolato da innumerevoli forme di vita. E i rapporti con le altre religioni, in primis con i cristiani Ortodossi e poi con i Luterani, i Calvinisti, gli Anglicani, ma anche con gli Ebrei, i Musulmani, gli Induisti, i Confuciani, i Buddisti, etc. La religione in altri termini, concepita come un grande libro aperto, incline alla Giustizia, al Bene Comune, alla non violenza, all'aiuto vicendevole, alla Misericordia.  |
| Scuola Grande di S.Rocco Venezia |
Si capisce che si tratta di temi di grande complessità che nei secoli ed ancora oggi, sono stati divisivi e fonti di scontri irriducibili. E quindi un terzo argomento, attuale e difficile: i rapporti con le nuove migrazioni e con i cambiamenti di costume, di regole di vita, di convivenza, di istruzione e integrazione che questi enormi fenomeni producono in ogni società e che sono al centro dei temi sulla sicurezza, sulle politiche di sviluppo, sulla difesa delle identità, sui problemi determinati dalla multiculturalità, sia nelle grandi aree urbane e soprattutto nei piccoli centri. Il Tempo ha le sue regole ed è un motore della storia ma è la Memoria che lo può presidiare per ispirare saggezza e pazienza nel giudicare il presente. Gli anni di Loris Capovilla paiono lontani, come la Venezia che vide e frequentò dal 1929 al 1958, prima di spostarsi a Roma e poi a Chieti, a Loreto, a Bergamo. Quella città sull'acqua che amò fin da ragazzo, assorbendone la lingua, il modo di dialogare, il piacere dell'incontro fra le calli e i campielli. Quella Venezia che aveva 137 chiese, monasteri, conventi, opere d'arte e scrigni di tesori ispirati dalla fede, tramandava di generazione in generazione le gesta e le memorie degli antichi predecessori. Oggi tutto è da tempo cambiato, sia per la decrescita degli abitanti che per un turismo che ne sta prosciugando la linfa vitale ed autentica. Tuttavia la Sala Capitolare di San Rocco, denominata anche la "Cappella Sistina Veneziana" e che ospita i magnifici dipinti del Tintoretto, resta testimone di una visione del futuro che affonda le sue radici nel passato d'arte glorioso della città. In questo connubio ho trovato alcune risposte, invano cercate altrove, di come la Fede che si pone dinanzi a temi complessi od a semplici problemi quotidiani, sia aiutata ad entrare in dimensioni diverse dall'Arte. E' la bellezza che salverà il mondo di Dostoevskij o l'Illusione di Schopenauer, nessuno ha risposte definitive. Il ricordo della vita di Loris Capovilla, Uomo di Fede, ha portato diversi relatori a riflettere sulla loro intima convinzione e sui loro dubbi. Incessanti come i secoli che verranno. Il testamento di "don Loris" come di altri che hanno mantenuto la fede in un Dio invisibile agli occhi ma presente in noi stessi, è fatto di cose semplici ispirate alle ultime parole di Cristo: "Amatevi l'un l'altro come Io ho amato Voi". Cari amici e fratelli Ucraini e Russi, Ebrei e Musulmani, in ogni tempo e in ogni luogo, possiamo ricordarci che viviamo tutti in questo piccolo pianeta, un granello nell'Universo, che ispirò meraviglia ed amore ai primi astronauti che lo videro dallo spazio. Forse in futuro la fisica ci farà scoprire nuove dimensioni e capiremo che ciò che non vediamo è probabilmente la parte più importante che spiega il mistero della vita.