Le case intelligenti, vale a dire controllate da sistemi informatici che regolano temperature, qualità dell'aria, consumi di energia, sistemi di comunicazione, sono già realtà in espansione. I concetti di bellezza urbana rischiano di essere capovolti mettendo al primo posto le funzioni tecnologiche e solo in subordine l'estetica di edifici e di spazi pubblici, che sono parimenti importanti. Le visioni di città verticali che ospitano milioni di abitanti, veri alveari tecnologici che consumano quantità enormi di energia, interrogano su quali valori e sistemi di governo, funzionali a società numerose e complesse, saranno più adatti a interpretare queste nuove società. I concetti di "democrazia" nei paesi occidentali sono questioni giudicate fastidiose e difficili da gestire rispetto ad autocrazie ed a poteri tecnici e informatici impersonali. Il razionalismo pervenutoci con l'Illuminismo appare ad alcuni come un ostacolo contrapponendosi a regole asettiche artificiali e funzionali ad alcune visioni del mondo. Su altro piano la tecnologia può invece aiutare la storia e i rapporti fra generazioni distanti nel tempo, che hanno lasciato impronte del loro passaggio. Visitando le sale recuperate a nuove funzioni dell'ottocentesco "Forte Marghera" ai bordi della laguna di Venezia, mi sono chiesto se la interattività impiegata nel recupero degli edifici che compongono il complesso, potrebbe dare una maggiore consapevolezza immersiva allo spettatore, nel ricordare ciò che qui avvenne durante l'epopea ottocentesca che vide la rivolta contro gli occupanti austriaci nel 1848/1849 e che nel Forte trovò il suo più aspro e determinato valore.
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| Scenografia di una piazza siciliana alla vigilia della guerra nel museo di Catania |
C'è un buon esempio che viene da Catania dove si trova il "Museo dello sbarco" avvenuto nel luglio 1943 da parte delle forze alleate in Sicilia. Un progetto realizzato nel dicembre 2002, con l'allestimento dell'architetto Gasparre Mannoia, il restauro del complesso
Le Ciminiere operato dall'architetto Giacomo Leone e la regia di un percorso didattico espositivo curata da Salvatore Maltese con la direzione scientifica di Ezio Costanzo, ha ottenuto di presentare in modo esemplare avvenimenti storici coinvolgendo trasformazioni urbanistiche. Ne avevo sentito parlare ma solo una mia visita qualche mese fa mi ha confermato i giudizi positivi sul progetto che ha un valore europeo e che pur a distanza di 25 anni si presenta ancora attualissimo.
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| Una veduta del Forte Marghera visto dalla laguna |
Il museo si sviluppa su spazi restaurati e ricomposti su antiche strutture industriali divenute attrezzati luoghi espositivi su più livelli ricostruendo suoni, immagini, ambienti ed atmosfere del periodo bellico, con obiettivi didattici e immersivi. Accanto a questo museo c'è anche un interessante padiglione dedicato alla storia del cinema.
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| Restauro a Forte Marghera |
Il visitatore anche più impreparato si trova coinvolto in una esposizione ricca di stimoli. Una cosa simile ma in dimensione minore avvenne col restauro della Reggia di Venaria vicino a Torino. Anche in quel caso, antiche battaglie vengono raccontate con suoni, vibrazioni, tra scoppi e cariche di cavalleria, ricreando una epopea lontana che fa apparire la storia come non l'avevamo conosciuta e pensata. Questa tecnica potrebbe essere quindi esportata anche nel restauro di alcuni padiglioni storici del Forte Marghera che potrebbero raccontare l'epopea della resistenza avvenuta negli anni 1848/1849, durante la insurrezione di Venezia contro l'occupazione austriaca. Si può immaginare l'effetto che ciò determinerebbe sul visitatore e soprattutto richiamando alla storia il Risorgimento italiano. La tecnologia cosiddetta interattiva potrebbe essere portata anche all'esterno, coinvolgendo alcune strade o piazze urbane di particolare rilevanza, dotandole di informazioni storiche e monumentali e utili sul piano della sicurezza cambiando sensibilmente la percezione urbana dei contesti in cui ci muoviamo. Molte nazioni stanno investendo sul futuro prossimo e sulla formazione delle nuove generazioni. Occorre aggiungere alla tecnologia il sostegno di valori, che non sono ideologie, utili a convivere nella socialità .
Solo rompendo gli strati impermeabili tra coscienze e interessi fra loro incompatibili, specialmente con il mescolarsi di culture diverse, la formazione individuale potrà favorire processi di sviluppo integrato con la vita del nostro pianeta. Le Nazioni Unite, riformate, dovrebbero impegnarsi verso questa nuova frontiera, migliorando l'etica sociale, che non toglie spazio nè alle religioni, nè alla morale ma innerva la politica dei governi con la creazione di una collettiva coscienza basata sui principi più volte declamati, dei diritti umani.