martedì 1 settembre 2026

 INTERATTIVITA'      di Gianfranco Vecchiato

Umanoidi in fase di sperimentazione: quale futuro?
La tecnologia più recente e ancor più la espansione della Intelligenza Artificiale, stanno interessando, per ora in modo positivo, molte esigenze collettive e  personali. In medicina, la creazione di strumenti sempre più perfezionati nel campo della microchirurgia, o in astronomia nello studio dell'Universo, in Fisica con le analisi sui fenomeni da rivelare nel campo della materia, nella meccanica e nella robotica, con il perfezionamento in accelerata espansione, purtroppo anche per ragioni militari, di umanoidi da utilizzare per servizi, per compiti sempre più complessi, fino al punto di rischiare di dotarli di una propria autoconsapevolezza. Ogni grande rivoluzione scientifica comporta dei rischi sul controllo e sull'uso a cui vengono destinate invenzioni sempre più potenti e molto superiori alle capacità umane per compiti e funzioni.
In questa fase di crescita e di sviluppo nel mondo ci si interroga sugli effetti che tali processi, destinati a procedere in modo vorticoso, avranno nelle società e nel mondo. E in particolare nei Paesi più arretrati economicamente ma  geograficamente  strategici. Essi saranno i luoghi di scontro fra grandi interessi economici e militari. Come cambieranno le città e i luoghi di vita collettivi e individuali è già possibile vederlo e non solo immaginarlo.
Museo dello Sbarco a Catania
Le case intelligenti, vale a dire controllate da sistemi informatici che regolano temperature, qualità dell'aria, consumi di energia, sistemi di comunicazione, sono già realtà in espansione. I concetti di bellezza urbana rischiano di essere capovolti mettendo al primo posto le funzioni tecnologiche e solo in subordine l'estetica di edifici e di spazi pubblici. Le visioni di città verticali che ospitano milioni di abitanti, veri alveari tecnologici che consumano quantità enormi di energia, interrogano su quali siano le conseguenze sul piano dei valori e su quello dei sistemi di governo, funzionali a società numerose e complesse. I concetti di "democrazia" nei paesi occidentali divengono questioni fastidiose difficili da gestire rispetto ad autocrazie ed a poteri tecnici e informatici impersonali. Il razionalismo pervenutoci con l'Illuminismo è in difficoltà non essendo disponibile a diventare inutile dinanzi a regole asettiche artificiali e funzionali a nuove visione del mondo. Visitando le sale recuperate a nuove funzioni dell'ottocentesco "Forte Marghera" ai bordi della laguna di Venezia, mi sono chiesto come potrebbe essere impiegata la interattività nell'allestire uno degli edifici che compongono il complesso, per dare una consapevolezza immersiva allo spettatore, nel visitare ad esempio il settore dedicato all'epopea ottocentesca che vide la rivolta contro gli occupanti austriaci nel 1848/1849 e che proprio nel Forte trovò il suo più aspro e determinato valore.
Scenografia di una piazza siciliana alla vigilia della guerra nel museo di Catania

A Catania il "Museo dello sbarco" avvenuto nel luglio 1943 da parte delle forze alleate in Sicilia, è stato un progetto realizzato nel dicembre 2002. L'allestimento  è dell'architetto Gasparre Mannoia, mentre il restauro del complesso Le Ciminiere è opera dell'architetto Giacomo Leone. La regia di questo percorso didattico espositivo fu curata da Salvatore Maltese con la direzione scientifica di Ezio Costanzo. Si trattò di un progetto pensato sia in termini storici che urbanistici.  Ne avevo sentito parlare ma solo una mia visita qualche mese fa mi ha confermato i giudizi positivi sul progetto che ha un valore europeo.
Una veduta del Forte Marghera visto dalla laguna

Il museo si sviluppa su spazi restaurati e ricomposti su antiche strutture industriali divenute attrezzati luoghi espositivi su più livelli ricostruendo suoni, immagini, ambienti ed atmosfere del periodo bellico, con obiettivi didattici e immersivi. Accanto a questo museo c'è anche un interessante padiglione dedicato alla storia del cinema. 
Restauro a Forte Marghera
Il visitatore anche più impreparato si trova coinvolto in una esposizione ricca di stimoli. Una cosa simile ma in dimensione minore avvenne col restauro della Reggia di Venaria vicino a Torino. Anche in quel caso, antiche battaglie vengono raccontate con suoni, vibrazioni, tra scoppi e cariche di cavalleria, ricreando una epopea lontana che fa apparire la storia come non l'avevamo conosciuta e pensata. Questa tecnica potrebbe essere esportata anche nel restauro di alcuni altri padiglioni storici del Forte Marghera che potrebbe raccontare l'epopea della resistenza avvenuta negli anni 1848/1849, durante la insurrezione di Venezia contro l'occupazione austriaca. Si puoò immaginare l'effetto che ciò determinerebbe sul visitatore e soprattutto rendendo alla storia un documento creativo che ha riguardato il Risorgimento italiano. La tecnologia cosiddetta interattiva portata all'esterno, potrebbe coinvolgere alcune strade o piazze urbane di particolare rilevanza, dotandole non solo di informazioni storiche e monumentali o servire sul piano della sicurezza dove la tecnologia può essere di aiuto, ma cambiando sensibilmente la precezione urbana dei contesti in cui ci muoviamo. Molte nazioni stanno investendo sul futuro prossimo  e sulla  formazione  delle nuove generazioni, aggiungendo alla tecnologia la qualità di valori, non di ideologie, utili a convivere nella socialità .
Solo rompendo gli strati impermeabili tra coscienze e  interessi fra loro incompatibili, specialmente con il mescolarsi di culture diverse, la formazione individuale potrà favorire processi di sviluppo integrato con la vita del nostro pianeta. Le Nazioni Unite, riformate,  dovrebbero impegnarsi verso questa nuova frontiera,  migliorando l'etica sociale, che non toglie spazio nè alle religioni, nè alla morale ma innerva la politica dei governi con la creazione di una collettiva coscienza basata sui principi più volte declamati, dei diritti umani.