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Fronte del Basso Piave Novembre 1917 |
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Sul Piave 1918 |

militare tra i feriti e ammalati portati dal fronte i posti non bastavano mai. Quel giorno venne ricoverato anche un fante dal nome Angelo. Il suo letto era vicino ad una finestra. Quando sentì che lo chiamavano dalla strada si alzò con fatica e vide che c'era Maria con i tre figli. Giuseppe, Ada e Carlo tenendosi per mano salutavano il padre in via di guarigione. L'anno prima era arrivata la chiamata alle armi anche per la sua classe più anziana. La cartolina precetto conteneva ordini chiari e severi. La legge di guerra, per chi non si presentava prevedeva l'arresto e un immediato processo. Il dovere verso la Patria si mescolò con quello verso la famiglia il cui destino si legava al suo. I coscritti partivano allora cantando "Addio mia bella addio, l'armata se ne va e se non partissi anch'io sarebbe una viltà..." Al Distretto la visita medica incrociava uomini adulti e ragazzi della classe del "99". Furono tutti gettati nella mischia in drammatici scontri sul fronte del Piave. Qui le armi non cessavano di alimentare il campo di battaglia. Oggi i ponti che attraversano quel fiume portano la scritta "Fiume Sacro alla Patria".
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Trincee italiane nella Grande Guerra |

La scarsa efficacia delle pastiglie di chinino con cui si curavano i sintomi della malattia creavano incertezza quotidiana sulla propria sorte. Le trincee sugli opposti argini, erano distanti fra loro qualche decina di metri. In prima linea si consumavano ogni giorno drammi personali ed atti di oscuro eroismo. Per alcuni chilometri di profondità, le trincee ed i canali si incrociavano con la foce da dove i pontoni galleggianti della marina, si univano con le
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Contraerea a Venezia 1917 |
Il tenente austriaco Fritz Weber, così scrisse nel suo libro di memorie, "Tappe della disfatta" : "...i giorni di Attila sono tornati, dal cielo piove sangue e questa, che noi chiamiamo Madre Terra, divora i suoi figli..." Dopo mesi di fronte, una febbre altissima portò Angelo nella caserma ospedale a Mestre, in condizioni di estrema debolezza. Rischiò di morire anche se non sul campo di battaglia. Si è calcolato che la malaria colpì in quegli anni oltre 85mila soldati italiani.
Dopo la guarigione e una breve licenza, fu rinviato al suo Reggimento nei servizi di collegamento, in un periodo in cui si erano consolidate le posizioni. A fine Giugno si ebbe la drammatica recrudescenza dei combattimenti. Era cominciata la battaglia che Gabriele D'Annunzio denominò del "Solstizio". Gli Austroungheresi sfondarono il fronte in alcuni tratti e tentarono una spallata decisiva e disperata ma furono respinti da contrattacchi continui. Gli italiani si erano ormai rafforzati e la Nazione si stringeva attorno all'esercito.
Nelle città si soffriva la fame, si
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Gen. Franz Conrad von Hotzendorf |
Ogni famiglia possedeva una tessera alimentare che per nucleo familiare, fissava cosa e quanto si poteva prelevare dalle razionate derrate alimentari.
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Gen. Armando Diaz |
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Venezia: bombe su Chiesa degli Scalzi |
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Angelo |
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1917. Bombe vicino al ponte di Rialto. |
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Passaggio del Piave 1918 |
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Venezia bombardata 1917 |
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Venezia: Danni a S.Maria Formosa 1916 |
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Venezia agli inizi della Grande Guerra |
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S.Marco protetta dalle bombe aeree 1917 |