martedì 2 maggio 2017

IL LAVORO

IL LAVORO              di Gianfranco Vecchiato

Campo di Auschwitz
"Arbeit macht frei" : Il Lavoro rende liberi. Questa era la nota frase posta all'ingresso del Campo di Auschwitz. Lo scrittore Primo Levi, che fu internato e su quella tragedia scrisse pagine drammatiche e di alto valore morale, così rifletteva: "Se il fascismo avesse prevalso, l'Europa intera si sarebbe trasformata in un complesso sistema di Campi di lavoro forzato e di sterminio, e quelle parole, cinicamente edificanti, si sarebbero lette sulla porta di ingresso di tutte le officine e di tutti i cantieri". Il "Lavoro" è da sempre un grande obiettivo politico e sociale perché apre la porta dei diritti umani.
lavoro nei campi: dignità o sfruttamento
In sua assenza  o precarietà  vige la regola dello sfruttamento e  a volte anche della abiezione. Si potrebbe leggere dalla emancipazione dei diritti dei lavoratori la Storia e la qualità del progresso e della civiltà.  Ancora ai nostri giorni si alzano  le voci e le bandiere di chi grida ad un diritto fondamentale: quello di poter vivere con dignità, guadagnando onestamente ciò che serve al proprio futuro. Il problema è internazionale e  per molti casi drammatico. Investe in particolare i giovani. Oltre la metà dei  7 miliardi e mezzo di abitanti del pianeta,   abita in 13 Stati. L'Asia che è da sempre il Continente più popolato, ha in pochi decenni avviato una corsa frenetica allo sviluppo che ha innescato vasti processi di cambiamento economico  che si sono riflessi sulla concorrenza dei salari e con forme di moderna schiavitù.  Come sarà nel futuro il mercato del lavoro ?  Occorre ritornare a dare valore alle virtù delle proprie vocazioni: Turismo, Ambiente, Ricerca, Tecnologia, Agricoltura. Bisogna aiutare la Terra che attraverso i cambiamenti climatici ci invia segnali di avvertimento. Non basta quindi che la nostra Costituzione proclami il lavoro come fondamento dello Stato. Occorre crearlo. Mettendo in un unico contenitore tutti gli ingredienti che abbiamo seminato nel tempo: investimenti e 
Place au Changement - Saint Etienne
Architettura Small
profitti,   sistemi politici ed economici,  filosofie di pensiero, idee  religiose e laiche, leggi e  regole, si arriva  alla fine a dover considerare il rapporto tra diritti e doveri. Per la dignità  personale e per il miglioramento sociale, il lavoro è un paradigma di libertà. E' uno strumento potente che cambia  i comportamenti e le ideologie. Ritornano di attualità diverse antiche teorie sul lavoro,  nate e sviluppate nel XIX° secolo, da Marx, da Engels e da altri pensatori non solo marxisti ma anche liberali. L'economia finanziaria ha creato e poi distrutto milioni di posti di lavoro, oscillando come un pendolo fra obiettivi diversi. Sconvolgendo diritti e regole che parevano acquisite e spaccando il mondo sindacale, svuotandolo di iscritti perché è stato cambiato  il suo antico bacino di raccolta: le grandi fabbriche, fucina di solidarietà e di formazione ideologica. 
Più che in fabbriche oggi si lavora in grandi catene commerciali internazionali, in attività
Computer 1984
immateriali, nell'informatica, con scarsi ammortizzatori e gare al ribasso sui prezzi, sui salari, aumentando gli orari di lavoro. Si sta allargando la massa di sfruttati che

Computer 2017
lavora alla raccolta di frutta e verdura nei campi coltivati, nell'Europa contemporanea. Si utilizzano gli immigrati, specialmente se clandestini, in un vortice di complicità con la malavita locale e con il ricatto dei bisogni. Se guardiamo attorno a noi, questo processo dei consumi, ha travolto molte regole  faticosamente conquistate. Sul piano internazionale il lavoratore cinese, indiano, brasiliano, russo, italiano, tedesco, statunitense, albanese, si trovano mescolati in un sistema di interdipendenze economiche tese a strapparsi settori di mercato. Tra questi processi possiamo annoverare anche ciò che avviene nella progettazione architettonica, nei concorsi, negli appalti, nelle gare che
Urbanistica anni '60
nella crisi ha operato una distruzione sistematica delle attività degli studi medio piccoli in funzione di grandi società  o di sistemi organizzati che offrono il progetto "chiavi in mano" come un accessorio del  prezzo proposto alla concorrenza. Si può cercare di spostare gli effetti di alcuni processi distruttivi ricorrendo al valore della Memoria sui territori. Spesso i monumenti paiono inutili ma ogni presente ha  una storia da raccontare,  industriale, urbana, agricola.   Si sono abbattute ma anche riusate fabbriche dismesse, dando loro delle nuove  funzioni urbane. Questo ha migliorato la qualità degli investimenti e dei territori. Tra gli  esempi più citati vi è il Distretto dell'ex bacino della Rhur in Germania ma anche interventi small in tante città, dove si coinvolgono gli abitanti nelle trasformazioni. Studiando la cultura e il carattere di un luogo     
Studio Cebra - Architettura Sociale 2016
Kerteminde - Danimarca
  nelle sue  specificità, agricole,  industriali e ambientali, le tecnologie propongono sistemi che le nuove generazioni usano più in fretta di quelle più anziane. Esse creando un gap  dovuto alla maggiore velocità di apprendimento e di adattamento ai nuovi strumenti, sono parte attiva del futuro. Gli anziani hanno  più radici e memoria nel passato e tendono con fatica ad abbandonare le vecchie abitudini.  I cambiamenti sono stati nell'arco di due generazioni impressionanti. Il mondo è cambiato attraverso i computer, i 
telefoni cellulari,  i televisori, le stampanti, le macchine fotografiche, le automobili, gli aerei, i treni e le infrastrutture. Gli architetti possono capirlo guardando a quanto il loro mondo sia mutato. Sono passati dal disegnare a matita o a china sui fogli da lucido e dai trasferibili, ai sistemi computerizzati sempre più sofisticati, alle stampanti 3D.   E' necessario per questo  essere
Casa per bambini - Studio Cebra
assertori di  analisi e di confronti, e anche di onestà intellettuale e di servizio sociale.  Perché anche  gli architetti rischiano di fatto l'estinzione, come protagonisti,  se non terranno salde le radici della Cultura dei territori e se non sapranno proporre e mediare un equilibrio nella società. Il lavoro è uno strumento, un mezzo, avente finalità, com'è tipico per l'architettura,  di  migliorare l'ambiente e noi stessi.


La Villa Vals (Svizzera)
Studio SeArch-CMA
Vals (CH) Christian Muller Architects
2009 Casa nella roccia 
Interni della casa nella roccia
scavata a 8 m di profondità
La Villa Vals - Habimat 2009
Concorso Mirafiori Sud - Torino
Vincitore Studio Clip Up
Università La Sapienza  di Roma




martedì 4 aprile 2017

SONDAGGI

SONDAGGI    di Gianfranco Vecchiato



Dusseldorf. Frank Gehry . Edificio residenziale
The Crooked House a Sopot (Polonia)
Arch. Jan Marcin Szancer
Il sondaggio è uno strumento statistico con cui si raccolgono risposte da persone, che vengono scelte per "campioni" rappresentativi per composizione sociale ed età. Aiuta a capire quali siano  le opinioni prevalenti su argomenti di diversa natura. Si è diffuso in diversi  settori: dai prodotti commerciali alla politica ed a costumi sociali. Si ritiene di dover capire  le reazioni prevalenti in società sempre più complesse ed interdipendenti. Si è giunti a dei sondaggi consultivi tra la popolazione ed a referendum per decidere questioni attinenti la controversa realizzazione di progetti edilizi ed urbanistici Tra i casi è noto quanto avvenuto in Svizzera, dove un paese del Canton Ticino ha respinto un progetto dell'architetto  Mario Botta  che alterava per altezza, lo sky line del paesaggio ed è avvenuto a Padova dove è stato respinto da una consultazione popolare, un progetto dell'architetto Vittorio Gregotti per motivazioni analoghe.  Qualche volta i sondaggi hanno indagato sulle opinioni estetiche provocate dalla costruzione di un edificio o per la realizzazione di una piazza o un intervento urbanistico complesso. Sono le strutture amministrative,i consigli comunali e di quartiere, le Commissioni di Ornato e quelle Paesaggistiche, che dovrebbero garantire risultati anche estetici formati da qualità, inventiva, equilibrio e rispetto per l'ambiente.  Purtroppo mentre spesso i cittadini poco informati,  subiscono condizionamenti dai media televisivi o dai giornali,  la classe professionale non aiuta un confronto diffuso su tali argomenti.  Si esaminano aspetti culturali diversi e a volte rigide distinzioni ideologiche. A volte dei giornalisti con le loro inchieste denunciano le storture del sistema, dove è diffusa una scarsa trasparenza degli atti pubblici nella vita quotidiana. E' la corruzione il cancro che si è diffuso in vasti settori economici che sono paralleli a quelli ufficiali, dove operano malavita, ambienti deviati sia in politica che in economia. Si emarginano strati sociali più deboli e non si difende l'azione dello Stato. Questo ha bisogno di persone che siano pronte al consenso per tali degenerazioni in cambio di favori. Nella vita quotidiana 
Container City  Londra  2002
Studio Urban Space Management
come e cosa condiziona le Opinioni Pubbliche ? Il Sondaggio come strumento di analisi nacque non casualmente negli Stati Uniti. Nazione che già agli inizi del XX° secolo cresceva a ritmi economici elevati e con costumi sociali più innovativi rispetto alla vecchia Europa. Si rivolse al settore economico che  evolveva nella economia di massa e con l'espandersi del "suffragio universale" si diffuse gradualmente  nel resto dei paesi democratici. Il primo sondaggio di carattere scientifico è datato 1930 e fu realizzato negli Usa da George Gallup che poi fondò nel 1935 l'American Institute of Public Opinion. In Italia il primo sondaggio si ebbe nel dopoguerra quando nel 1946 si votò per la Monarchia o la Repubblica. La società creata allora con il nome di Doxa, dal greco "opinione", è tutt'ora fra le prime operanti in Italia. Oggi il sondaggio è uno strumento usato sempre più spesso e su tante 
Mushroom House  Cincinnati USA
2006 Arch. Terry Brown
 questioni. In Architettura si ebbero
Manchester  G.B. 2007
Civil Justice Center

Studio D.Corker Marshall
tentativi di valutarla con un pensiero critico in diverse occasioni. Si ricorda il Journal of the AIA del 1948, Architectural Record nel 1956, AIA Journal nel 1976. Ma questo argomento si presta male ai sondaggi perché non c'è una coerenza metodologica fra i diversi dati e l'esito è quindi limitato alla osservazione su aspetti molto soggettivi di natura estetica. Anche fra storici dell'Arte e fra psicologi dell'abitare continua ad esserci una separazione tra universi distinti. Mentre il critico d'Arte deve sostituire alla lingua naturale una sorta di lingua schematica strutturata su ordini di preferenze,
 con l'analisi di psicologia sociale si coinvolge il territorio e i bisogni fondamentali più che quelli estetici. Ogni tanto qualcuno cerca di stilare una classifica degli edifici più interessanti costruiti nel corso degli ultimi 50 anni. Di recente alcune scuole hanno affidato agli studenti l'esame di
The Basket Bulding -Ohio-USA
Un gigantesco cestino
centinaia di edifici realizzati, utilizzando

State Center Boston
Arch. Frank Gehry 
 l'informatica e riviste di settore. L'esito è stato un po' sorprendente perché  molti giudizi appare indubbio che che siano stati attirati dalle forme strane od originali di alcuni fabbricati. Altri hanno guardato ai materiali ed ai colori. Quasi mai si è andati a verificare la qualità dello spazio interno, quello che sta dentro ai fabbricati, dove si vivono le relazioni personali quotidiane e che fa da  contrappunto allo spazio esterno, nel quale si svolgono i rapporti comunitari. Contravvenendo ad una regola dell'architettura moderna, si è approdati ad una idea di architettura come "prodotto" pubblicitario di consumo, più che ad uno strumento di utilità e di relazione artistica e sociale.
Aqua Bulding Chicago 2
2009  Arch. Jeanne Gang
C'è quindi molto da fare non solo a livello scolastico e professionale, per richiamare il senso di un mestiere che sembra aver perduto molti dei suoi valori fondativi. Preoccupa infatti che l'Architettura non abbia saputo ricavarsi nuovi spazi di autonomia nel pensiero economico e che l'azione delle cosiddette "Archistar"  abbia contribuito a peggiorare tale deterioramento culturale.
Le immagini dei testi sono tratti da un sondaggio che ha classificato  100 architetture considerate "più belle"  a livello internazionale. Viene spontanea una domanda: sono le architetture più belle o quelle più strane? E i valori estetici cosa debbono comunicare ?  All'architettura serve analisi disciplinare e  metodo progettuale, alla società ed ai sistemi urbani, servono forme con nuove tecnologie, ai territori risposte ai bisogni e all'ambiente un progresso sostenibile.
Padiglione dell'Aragon 2008 (Expo)
Arch. Daniel Olano


Edificio Mirador- Madrid 2005
MVRDV e arch.Bianca Lleò
156 alloggi e apertura a 36 m.di altezza con giardino
e belvedere
Edificio scultura a Vienna 2006
Artista Erwin Wurm
City Hall  Londra 2002
Arch. Norman Foster
Hotel Unique - S.Paolo del Brasile
Arch. Ruy Ohtake
Scuola di Design a Toronto
The House in the Clouds - Suffolk G.B.

                                                                         
Romania
Il nuovo sopra il vecchio!
Jockey Club Innovation Tower
Università di Hong Kong 2007 Arch.Zaha Hadid


giovedì 23 marzo 2017

LA COLONIA

LA COLONIA                      di   Gianfranco Vecchiato




Asolo: Colonia Alpina "Città di Mestre"
Anni lontani e simboli di altre generazioni vengono raccontati in ciò che resta di  edifici spesso abbandonati che resistono al tempo: le Colonie. Queste strutture ebbero origine fin dall'800 e sorsero per scopi sanitari e  benefici, rivolti specialmente ai ragazzi appartenenti a famiglie povere. Nel 1822 fu costruita la prima struttura di questo tipo a Viareggio, sotto il Granducato di Toscana. In seguito,  se ne aggiunsero altre specie lungo le coste romagnole e tirreniche. Sorsero per iniziative pubbliche ma anche private e di Enti religiosi. Durante il fascismo con la politica sociale del regime verso la gioventù e a sostegno delle famiglie proletarie, ebbero un ulteriore forte sviluppo.  Se nel 1927 i ragazzi che trascorsero un periodo estivo in colonia furono circa 54mila, nel 1938 raggiunsero il numero di oltre 770mila, distribuiti in 4357 
Colonia Agip 1939 Arch. G. Vaccaro
strutture, prevalentemente marine ma anche alpine e lacustri, sparse sul territorio nazionale.  In quel periodo diversi architetti ebbero modo di esprimersi con varie forme  e stili tentando di tradurre in modernità razionalista, quanto voluto dal Regime. Una occasione che raramente si ripropose nei decenni successivi. Tali progetti hanno lasciato molte testimonianze di qualità formali. Ogni tanto la cronaca si interessa di quegli edifici dismessi e diventati ruderi abbandonati. Essi restano testimoni di un'epoca aspettando invano un riuso difficile e costoso. Le mutate condizioni sociali, economiche e culturali influirono sugli scopi  istituzionali delle Colonie, finché alla  fine degli anni '60, giunsero ad una crisi progressiva che portò  molti di esse alla chiusura.  Alcune colonie mantengono ancora oggi  funzioni di sostegno sanitario e civico. Tra tante loro storie, ho incrociato quella della "Colonia Alpina Città di Mestre" che sorse ad Asolo nel 1925. Posta tra le sinuosità collinari che hanno sullo sfondo il massiccio 
Colonia fluviale "R.Farinacci" 1937
del Grappa, sotto alla Rocca medioevale, la Colonia venne realizzata trasformando ed ampliando una vecchia Villa,  per iniziativa della Associazione Industriali di Porto Marghera e di altri benefattori privati.  In quei luoghi la Grande Guerra ebbe il suo epilogo. Il giorno della inaugurazione risuonarono ad Asolo le parole di una canzone di qualche anno prima : " Monte Grappa tu sei la mia Patria, sei la stella che guida il cammino..."   Sono terre che tra il 1489 e il 1510, ospitarono l'esule regina di Cipro, Caterina Cornaro alla cui corte giunsero letterati ed artisti, dal Bembo al Giorgione. Ancora oggi chi giunge ad Asolo cerca di  respirare aria d'altri tempi. Ma nel caso della ex Colonia ci si trova dinanzi alla fissità dell'oblio. Sono tornato per vedere cosa restava di un complesso che poteva ospitare oltre 300 bambini  e del cui recupero e restauro mi ero occupato  agli inizi della mia professione. Giace abbandonata in un'area coperta di sterpi e di v
Colonia Novarese  a Rimini 1934 Ing.Peverelli
egetazione, su un'area in cui un tempo giocavano i ragazzi. Il cancello, arrugginito, segnala che non è stata da anni  più visitata da nessuno. Da tempo si parla di piani di riuso, per anziani autosufficienti, per resort di qualità, per  finalità sociali. Invece molte di esse cadono a pezzi mentre attorno a loro si continua a costruire togliendo terra agricola e mortificando il paesaggio. 

Scorrendo le cronache troviamo la colonia dei Figli degli italiani all'estero a Cattolica, che fu disegnata da Clemente Busiri Vici, che ora  ospita l'Acquario Le Navi e la Colonia la Varesina di Milano Marittima con la maestosa rampa,  ridotta a poco più di un rudere sulla spiaggia. Il  complesso di Calambrone in Toscana e la Fara a Chiavari.  La torre Fiat, quella ex Montecatini, quella dell'Agip... Le colonie furono occasioni per sperimentare il linguaggio architettonico in chiave funzionalista e razionalista mentre oggi il loro abbandono testimonia la decadenza dell'attenzione nel nostro tempo. 

Colonia Varese a Cervia  1937 Arch. M.Loreti
L'Architettura si spegne quando viene dimenticata dai contemporanei ma resta ad illuminare la storia con gli errori e gli ideali di chi la pensò con gesto creativo. In questo modo supera le ideologie e non può offendere pur se  ispirata da ciò che non c'è più.  Resta una testimone muta che, mentre suggerisce degli obiettivi per il futuro, 
accusa i nostri  deboli conti con il passato. Le ragioni e l'interesse per un loro riutilizzo non mancano, specialmente in chiave turistica e ricettiva o di centri di studio e di incontro culturale.  

N.B. A qualche anno di distanza da quando ho scritto questo articolo, oggi, 1 marzo 2021, mentre stiamo attraversando una lunga fase di pandemia, rifletto su come questi eventi stiano indicando che anche per le ex colonie abbandonate vi sarebbero spazi di riuso per nuove utilità e funzioni. Non solo per scopi sanitari ma anche per  recuperare quel rapporto con l'ambiente che il turismo di massa ha interrotto. 
Colonia a Cattolica Arch. Busiri Vici 1938


Torre "Balilla" o torre Fiat. 1933
Marina di Massa  Ing.V.Bottino


Colonia ex Montecatini 1939
Milano Marittima Arch. E Faludi


 

martedì 7 marzo 2017

L'IDEA

 

L'IDEA             di Gianfranco Vecchiato

Le idee secondo Platone sono "disegni della mente". Una fonte  che alimenta la coscienza dell'umanità. Su di esse si sostengono materia e pensiero, originando quel senso del "Bene" che le  può trasformare in uno strumento dal valore morale. Immanuel Kant le ritenne una categoria della ragione, e nell'epoca dei "lumi" le idee fecero da innesco a cambiamenti rivoluzionari e ad evoluzioni nella scienza e nella religione, che dovettero incrociarsi con i pensieri di Voltaire. Ai nostri giorni le idee, quando sono "creative", interessano l'economia ma sostengono anche una nuova visione della filosofia. Il XX° secolo ha dimostrato che quando le idee  sono state utilizzate per fini immorali, hanno rivelato la loro tragica fragilità e distruttività. 
Nuovi strumenti tecnici ed informatici hanno aumentato le possibilità creative aprendo dinanzi a noi, nuove frontiere. Il Novecento è ancora presente fra noi. Sbiadito progressivamente dall'avanzare delle nuove generazioni. Ci lascia animati dal fuoco interiore dei nostri pensieri,  dalle emozioni collettive che si manifestano nei simboli e nei segni. L'Architettura tra forme ibride d'arte e di tecnica, dovrebbe essere il regno dei creativi, ma spesso ha assunto il carattere di una rinuncia al suo ruolo. Tra i mestieri che non potrebbero sopravvivere senza la creatività c'è il mondo della grafica.  E' 
un settore in perenne evoluzione. Considerato a lungo come marginale nell'arte, ha  avuto fin dalle
origini un ruolo importante come strumento utile per le vendite di mercato. La grafica è  stata usata nella propaganda politica nella scuola, nei settori  della moda fino  all'arredo urbano come mezzo di  informazione moderno nelle città. In Italia si sono espressi grafici di ottimo livello. Tra gli imprenditori che più li utilizzarono per il   loro settore, vi fu Adriano Olivetti, che anzi li riteneva dei protagonisti nella rivoluzione della comunicazione commerciale.  La macchina da scrivere divenne una modella, ispiratrice di artisti importanti quali: Marcello Dudovich, Giovanni Pintori, Costantino Nivola, Leonardo Sinisgalli, Piero Bottoni, Marcello Nizzoli, Paul Rand, Leo Lionni, Ettore Sottsass. Grafici e creativi. Una retrospettiva che è stata dedicata qualche tempo fa,  a Giovanni Pintori, ha aperto una finestra sul periodo che va dagli anni '30 alla metà degli anni '60. 
Questo artista, nato nel 1912 in Sardegna e scomparso nel 1999 a Milano, è considerato il Maestro della grafica italiana. Le sue opere furono esposte a Louvre, al MoMa ed alla Biennale di Venezia. Ottenne numerosi riconoscimenti internazionali e nel 1984 la rivista giapponese Idea lo classificò fra i 30 designers più influenti del XX° secolo. Il suo ingresso nella Olivetti avvenne nel 1936, dove collaborò con il suo conterraneo Costantino Nivola, divenendo l'Art Director di Adriano Olivetti. Gli sono state dedicate diverse mostre e libri.
Giovanni Pintori (1912/1999)
Uno dei più interessanti porta il titolo: "La severa tensione fra riserbo ed estro". Egli stesso volle spiegare il senso delle sue ricerche c on queste parole: " Ho sempre creduto nella forza delle idee semplici e nella esigenza di una lingua chiara e immediata. Accessibile a tutti; una lingua tesa a migliorare il gusto medio della gente..."  Attingendo a quelle intuizioni possiamo rileggere una parte del tempo che è alle nostre spalle. E' importante per affrontare anche quello, ignoto, che sta dinanzi a noi. "L'immaginazione al potere" era uno slogan caro agli studenti del '68. Mai come in questo caso, ebbero ragione.

 


 
 
 
 
 
 
Manifesti di Giovanni Pintori
(1912 / 1999)